Agresto: sapore immancabile nella cucina medievale

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La storia della nostra cultura passa anche attraverso la tavola, che custodisce ancora oggi tanti importanti segreti in grado di raccontare tantissimo di noi, dalla produzione di cibi alle preferenze nei gusti, dal grado di salute alle nostre abitudini quotidiane.

Certamente non è facile conoscere le abitudini della tavola del passato ma è vero anche che, grazie al ritrovamento di testi e a studi specifici sull’eno-gastronomia antica, sappiamo sempre di più riguardo a ciò che avremmo potuto trovare nel piatto di un antico romano così come in quello di un esponente della nobiltà ottocentesca.

Essendo noi così innamorati del Medioevo e di tutto ciò che lo riguarda, non abbiamo potuto evitare di soffermarci su uno dei sapori più ami al tempo: l’agresto.

L’agresto – o agresta – indicava sia l’uva acerba sia il succo che si otteneva dalla spremitura di questa ed era considerata un condimento immancabile nella cucina medievale: il caratteristico sapore agrodolce, molto amato dai palati dell’epoca, veniva utilizzato sulle carni come sul pesce, dando un sapore intenso alle ricette di tutta l’Europa del tempo.

Per chi fosse curioso di fare esperienza di questo gusto forte e ormai dimenticato, può prendere parte al banchetto medievale di Firenze in programma per il 31 Dicembre 2018: l’agresto tornerà per una sera ad essere uno dei grandi protagonisti della tavola

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